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La pedagogia scientifica di Maria Montessori:

il bambino al centro.

di

Patrizia Enzi

      La pedagogia di Maria Montessori è scientifica perché è centrata sullo studio dello sviluppo umano “attraverso l’osservazione, la descrizione e la teorizzazione delle costanti e delle varianze che interessano l’andamento evolutivo in tutte le aree che lo compongono” (1). E’ una pedagogia che si basa su principi e tecniche sperimentati e applicati dalla Dottoressa stessa nella Casa dei Bambini.

      La prospettiva educativa di Maria Montessori poggia sulla grande fiducia nel potere della mente del bambino, della sua creatività e della sua ragione. Lo sviluppo del bambino procede partendo dalla formazione di abilità sensoriali che devono essere stimolate attraverso adeguati esercizi.

      C’è un grande interesse sia per i processi evolutivi che per quelli educativi, visti in concomitanza e non come andamenti separati: attenzione a corpo, mente e anima per la crescita di tutto l’essere umano.

      Tutta la vita e le opere di Maria Montessori sono state dedicate al bambino e alla sua lotta per essere riconosciuto come futuro dell’uomo, non un uomo in miniatura da sbeffeggiare e da tiranneggiare, ma un uomo che sta crescendo, che si sta formando con grande fatica.

      La sua proposta è quella di un’educazione che vada verso la trasformazione e il cambiamento, aiutando il bambino a costruire sé stesso affinché egli possa realizzare, a sua volta, un domani di pace, libertà e giustizia: un bambino padre dell’uomo.

      Maria Montessori critica il sistema scolastico ribadendo che la vera libertà non si raggiunge attraverso metodi coercitivi(2) ma si ottiene attraverso il fare da solo, attraverso la conquista dell’indipendenza e, conseguentemente, della coscienza di sé. Questo non significa che il bambino possa fare tutto ciò che vuole, ma l’adulto può intervenire con autorevolezza ed essere guida laddove necessiti.

      C’è un processo attraverso cui il bambino arriva ad una considerazione positiva di sé e al senso di responsabilità: egli sceglie, lavora, è soddisfatto, è auto remunerato(3). Questo avviene solo se c’è una condizione di libertà, una libertà(4) che deve essere consapevolezza dei propri diritti, ma anche dei propri doveri nei confronti degli altri, nel rispetto di norme e regole che guidano la vita sociale.

Senza la libera individualità non è possibile il pieno sviluppo della personalità.

 

      “Il bambino che si sviluppa armoniosamente e l’adulto che vicino a lui si eleva, formano un quadro estremamente appassionante ed attraente. Questo è il tesoro di cui abbiamo bisogno oggi: aiutare il bambino a rendersi indipendente da noi, a procedere da solo, e ricevere da lui speranza e luce. In questo nuovo quadro, l’adulto non apparirà più soltanto il creatore del mondo esterno, ma soprattutto il protettore delle forze psichiche e morali che si rinnovano in ogni uomo che nasce.(5)

 

      L’immagine che nasce dal pensiero pedagogico della Dottoressa è quella di un “bambino nuovo” che tiene per mano un “uomo nuovo”.

      L’esperimento della prima Casa dei bambini, nel quartiere S. Lorenzo di Roma, nel 1907 sancisce la nascita del Metodo Montessori che nasce proprio da questa fortunata esperienza.

 

      “Maria Montessori aveva visto e contemplato la pace e la sua forza creatrice di vita; lo aveva visto nella “Casa dei bambini” dove la vita si dispiegava con il carattere della calma, della fiducia, della concordia e cooperazione, appunto della pace.(6)

 

      In una Casa dei Bambini c’è racchiuso un piccolo mondo, un mondo in cui i bambini sono liberi di fare le proprie scelte, un mondo in cui si può sperimentare, curiosare, osservare, provare e riprovare a sazietà: c’è attenzione al ben –essere.

      I bambini vi trovano un ambiente che li accoglie, fatto su misura per loro, predisposto dall’adulto, ordinato e bello, non troppo pieno. E’ un ambiente in cui ognuno può trovare diversi motivi di attività, interessanti e stimolanti, basta scegliere, tutto è a portata di mano, alla propria altezza.

      C’è libertà di scelta e di movimento nel pieno rispetto uno dell’altro; una libertà che non è anarchia, una libertà fatta di diritti, ma anche di doveri nei confronti degli altri.

      Il materiale di sviluppo montessoriano concretizza le astrazioni e racchiude in sé un vero e proprio percorso progettuale con obiettivi molto chiari, piani personalizzati delle attività, vere e proprie unità di apprendimento individuali e/o di gruppo.

      Il bambino, l’ambiente con il materiale strutturato montessoriano e l’insegnante sono elementi essenziali della pedagogia di Maria Montessori e costituiscono gli elementi fondanti su cui si basa il suo metodo che risulta corrispondere ad un vero e proprio Progetto Educativo.

      “Aiutami a fare da solo”(7) è una piccola/grande frase che contiene in sé i fondamenti metodologici della studiosa, una “domanda scientifica”(8) che la natura di qualsiasi bambino si pone.

      La condizione affinché si attui tale metodo è quella di predisporre tutto quanto è necessario per mettere in condizione il bambino di svolgere l’autoeducazione.

      Il bambino è il vero protagonista dell’educazione, educatore di sé stesso, manifestazione della forza vitale che si attua e si realizza; è un bambino che porta in sé la cultura della mente assorbente(9). Egli è il momento segreto dell’uomo che cresce,

costruisce e crea la propria vita e, così facendo, costruisce anche la società di domani.

      L’ambiente(10) in cui il bambino vive è determinante per lo sviluppo di tutta la sua persona ma in educazione non si intende solo l’ambiente in senso materiale, fisico: è soprattutto un ambiente fatto di cultura, affetti, valori, ideali, principi.

      Solo un ambiente psichico e culturale proporzionato al bambino e predisposto per lui favorisce la sua crescita; lo aiuta a manifestare sé stesso nel rispetto dei suoi ritmi di apprendimento, delle sue capacità e delle sue predisposizioni in un continuo rapporto con le cose, con lo spazio, con il tempo.

      Così predisposto, l’ambiente offre tutte le opportunità necessarie affinché la cultura inconscia del bambino si manifesti, facendosi competenza, attraverso adeguati e graduali esercizi(11). Esso deve contenere anche i mezzi necessari per l’autoeducazione(12) e questi sono i materiali di sviluppo sperimentalmente determinati che contengono il controllo dell’errore(13); l’opzione è dettata dalle esigenze interori di ciascun bambino e si svolge, proprio per questo motivo, attraverso la libertà di scelta, che si esplica ulteriormente attraverso il tempo che viene dedicato a ciascun esercizio.

      E’ l’insegnante che predispone l’ambiente, facendo trovare al bambino motivi ed occasioni di attività, attuando il metodo dell’osservazione paziente, come lo scienziato che si appassiona a ciò che vede e conosce così il valore dell’attesa.

     “ […] invece della parola, essa deve imparare il silenzio; invece d’insegnare, deve osservare; invece della dignità orgogliosa di chi voleva apparire infallibile, ella assume una veste di umiltà.(14)

 

      Per ricoprire un ruolo così importante ci deve essere una preparazione che non si può scindere dalla passione per questo compito. Deve essere positiva e scientifica per poter svolgere in modo attento e rigoroso il proprio ruolo; deve essere spirituale perché il suo compito si svolge sulla crescita dell’uomo, ma soprattutto perché l’”oggetto” delle sue attenzioni e del suo studio è il bambino, essere spirituale per eccellenza(15).

      Per diventare insegnante montessoriano è necessario frequentare un corso specifico di specializzazione molto intenso, ma, soprattutto, bisogna imparare prima a studiare sé stesso per poter impostare una migliore relazione con l’altro, in particolar modo con il bambino(16).

 

      “Per favorire lo sviluppo della personalità del bambino occorre permettergli libertà di scelta, libertà d’azione. Le azioni del bambino saranno determinate da ciò che egli ha già imparato e perciò dall’esperienza e dall’esempio che gli sono stati dati. Il comportamento deve essere pensato come il risultato di un processo spontaneo che non si può inculcare.Il metodo Montessori è basato su questi principi, è un sistema unico che ha dato risultati eccellenti.” (R. Dulbecco, Premio Nobel per la medicina 1975)(17)

1 - P. Crispiani, Itard e Montessori: la pedagogia scientifica, “Vita dell’infanzia”, 1995, n° 8,  Opera Nazionale Montessori, Giunti Editore, Firenze 1995, p. 9.

2- M. Montessori, La scoperta del bambino, Garzanti Editore, Milano 1953, pp. 64/66.

3 - A. Scocchera, Maria Montessori. Una storia per il nostro tempo, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2002, p. 62.

4 - Cfr, Montessori, La scoperta, pp. 66/69.

5 - M. Montessori, Educazione e pace, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2004, p. 84.

6 - A. Scocchera, Maria Montessori. Il metodo del bambino e la formazione dell’uomo. Scritti inediti e rari, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2003, p. 313.

7 - M. Montessori,  Il segreto dell’infanzia, , Garzanti, Milano 1999, p. 277.

8 - Opera Nazionale Montessori, Piano dell’offerta formativa. Il Progetto Educativo Montessori,  Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2003 , p. 6.

9 - Scocchera, Maria Montessori. Una storia, p. 54.

10 - Cfr, Montessori, La scoperta,  pp. 50/52.

11 - Ibidem.

12 - M. Montessori, L’autoeducazione, Garzanti, Milano 1992, p. 65.

13 - M. Montessori, La mente del bambino, Garzanti, Milano 1992, pp. 243/249.

14 - Montessori, La scoperta,  p. 113.

15 - Montessori, La scoperta,  pp. 121/122.

16 - Cfr, Montessori,  Il segreto,  pp. 203/208.

17 - T. Malloy,  Montessori e il vostro bambino,Un manuale per i genitori, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 1999,  p. 9.

     Biografia

  • M. Montessori, Garzanti Editore, Milano 1953.

 

  • M. Montessori, Garzanti Editore, Milano 1999.

 

  • M. Montessori, Garzanti Editore, Milano 1992.

 

  • M. Montessori, Garzanti Editore, Milano 1992.

 

  • M. Montessori, Garzanti Editore, Milano 1991.

 

  • A. Scocchera, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 1997.

 

  • A. Scocchera, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2002.

 

  • T. Malloy, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 1999.

 

  • Opera Nazionale Montessori, Edizioni Opera Nazionale Montessori, Roma 2003.

 

  • P. Crispiani, “Vita dell’Infanzia”1995, n°8, Rivista Opera Nazionale Montessori, Giunti Editore, Firenze 1995.